LA TEMPESTA VAIA

Era il mese di ottobre,  una tranquilla domenica notte.

Gli animali quasi in letargo, già nelle tane le marmotte.

Una tempesta spaventosa raggiunse le nostre Alpi,

e riempì il cielo di tuoni e di lampi.

Un vento caldo e misterioso arrivò a Passo Rolle.

A duecento chilometri all’ora andava la sua corsa folle.

In pochi minuti boschi interi vennero rasi al suolo.

Tronchi spezzati, alberi che presero il volo.

La pioggia di un alluvione riempì poi il silenzio 

lasciato dal passaggio delle micidiali raffiche di vento.

I torrenti si riempirono in un solo momento

allagando i paesi di fango senza avvertimento.

Così le persone fecero quello che la foresta aveva taciuto,

dare l’allarme di quel che era accaduto.

Vaia, fu chiamata quella terribile tempesta

e tutti si diedero da fare per riordinare la foresta.

La natura da sola piano piano si è ripresa…

… come sempre non si è arresa!

Con il legno degli alberi abbattuti,

mobili, strade e progetti sono cresciuti.

Ancora c’è tanto da fare, 

e anche tu una mano ce la puoi dare.

Passeggiando per i boschi più colpiti,

vedrai che il terrore e la paura sono svaniti.

Fiori, erbetta nuova e piccoli pini

fanno ancora cantare felici gli uccellini.

Se guardi bene le radici degli alberi sopravvissuti

ti sembreranno degli abbracci di ricambio a tutti gli aiuti.

I boschi con  i loro inquilini ringraziano proprio te

che nuova vita hai dato, ricordando chi più non c’è.