Lo sci in fuoripista o FREERIDE, è un’attività che sta prendendo sempre più piede e che affascina per il gesto tecnico in sé, ma soprattutto per l’ambiente che questo sport permette di raggiungere e vivere. I luoghi spesso incontaminati o in ogni caso non facilmente raggiungibili da sciatori “standard”, hanno un fascino e un’appetibilità che spesso le piste affollate e ordinarie non hanno.

Questo è sicuramente uno sport difficile, per la complessità dei movimenti e dell’attrezzatura, ma principalmente per il pericolo a cui, in ogni caso, lo sciatore si espone: la montagna. Se da una parte lo sciatore freeride è una persona “di cuore”, dall’altra deve assolutamente essere preparato, informato e usare bene la testa in ogni momento della sua uscita in neve fresca.

Di seguito troverete alcuni consigli, che mi sento più di definire REGOLE BASE per poter solo pensare di affrontare un’uscita in freeride.

1- CONOSCI TE STESSO

Sciare fuoripista è molto più faticoso rispetto a sciare in pista. Bisogna conoscere molto bene i propri limiti fisici e tecnici per affrontare questa disciplina, pena il rischio maggiore di infortuni o  di trovarsi in condizioni  molto difficili.

 

2 – CONOSCI LA MONTAGNA

Fondamentale conoscere l’itinerario da percorrere sia in salita (se esiste una parte da pellare) che in discesa. La montagna è un ambiente molto pericoloso ed è necessario avere chiara la linea da sciare, per non imbattersi in salti di roccia o ostacoli insormontabili. Bisogna quindi documentarsi e leggere recensioni, guardare foto, studiare cartine geografiche e tracce gps. Esistono libri sull’argomento divisi per zone che raccolgono itinerari di freeride e sci alpinismo. Anche internet può essere un buono strumento. Per quanto mi riguarda, se non conosco, chiedo sempre aiuto ad una guida alpina che mi guida appunto, e che mi permette di conoscere nuove tracce in sicurezza. Queste figure sono davvero importantissime, molto competenti, e preparate a risolvere ogni tipo di situazione.

 

3- CONOSCI LA NEVE

Prima di avventurarsi fuoripista, bisogna leggere il bollettino valanghe della zona. Questo non è un optional, ma una precauzione obbligatoria. La neve infatti è sempre in trasformazione e quasi mai un terreno stabile di gioco. Il bollettino, inoltre, non andrebbe consultato sporadicamente, solo il giorno prima di un’uscita, ma con regolarità per tutto il periodo. La stabilità della neve dipende infatti dalla sua storia, e dal suo mutamento durante tutta la stagione. E’ fondamentale conoscere i vari strati formati nell’arco dei mesi grazie al susseguirsi delle diverse precipitazioni, gelate, scaldate eccetera.

Ovviamente importante è saper leggere i bollettini valanghe. La scala del bollettino valanghe va da 1 a 5, da un rischio debole a un rischio molto forte, passando per 2, moderato, 3, marcato e 4, forte. In condizioni di pericolo 3, siamo già in presenza di condizioni molto pericolose.  In generale il rischio si attenua su pendii poco ripidi o nei boschi, ma esistono eccezioni anche a queste regole. Il rischio cresce invece su pendii molto ripidi e se il vento ha formato accumuli di neve. Il bollettino oltre al rischio segnala anche i versanti nei quali è meglio sciare e le temperature che influiscono molto sul rischio caduta valanghe.

 

4 – SCEGLI L’ATTREZZATURA GIUSTA

Oltre ad avere un abbigliamento adatto alle basse temperature, dobbiamo avere casco, pala, arva, sonda, cellulare carico e una mappa. Molto utile e intelligente il sistema airbag che gonfia due salvagenti che galleggiano su un’eventuale valanga (da usare non in tutte le situazioni, come ad esempio in canali che finiscono in un salto di roccia). Vedo davvero tante persone in neve fresca senza zaino, il che vuol dire senza l’attrezzatura minima fondamentale per essere trovati in caso si resti sotto ad una valanga, o per poter cercare qualcuno rimasto sotto la neve. Avere un arva non basta a saperlo usare. In caso di caduta valanghe e di seppellimento di sciatori, dobbiamo saper utilizzare molto efficacemente e velocemente questo dispositivo e per questo è necessario fare dei corsi, per assimilare il “soccorso valanghe”. Dovrebbero infatti essere procedimenti quasi automatici, per poter essere efficacemente eseguiti in caso di reale bisogno e quindi in una situazione emotivamente alterata.

 

5- NON SCIARE DA SOLI

Non bisogna mai sciare da soli fuoripista. Se siamo da soli cerchiamo di unirci a un gruppo, controllando prima che tutti siano dotati delle attrezzature di sicurezza. Se sciamo invece con amici, occorre sempre cautela. In tanti si influisce maggiormente sulla neve e sulla sua stabilità. Fondamentale controllarsi a vicenda, fare molte pause per assicurarsi che il gruppo rimanga compatto. Nei pendii più rischiosi e nei traversi pericolosi è bene procedere nella discesa uno per volta e non bisogna mai fermarsi in zone critiche o sul ripido.

 

6- RISPETTO DEGLI ALTRI

Non facciamo manovre azzardate o rischiose per gli altri, questa regola vale sempre e dovunque quando abbiamo gli sci ai piedi. Usiamo la testa.

 

Affrontare ul fuoripista senza conoscere le norme base della sicurezza può essere molto pericoloso. Non si scherza quando si parla di valanghe e incidenti gravi. Seguire le norme aiuta a limitare i rischi non ad annullarli completamente, e chi scia fuoripista deve sapere anche questo.