IL MONTE SERVA

INFO

– 8,5km

– dislivello: 1100 mt+

– difficoltà: difficile

– tempi di corsa: 2/3h

– tempi di camminata: 3/4h


KIT

–  2 scorte d’acqua

– giacca a vento

–  qualcosa da mangiare sulla vetta


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ENOTECA MAZZINI – Belluno

Enoteca tipica e molto rustica nel cuore della città. Raggiungibile in 10 minuti dal rifugio Col di Roanza. Io la adoro.

INFO

Il mio compleanno. Un giorno di ferie e una meta diversa, lontana dalla mia “confort zone”.

Un vertical sopra Belluno.

Si sale continuamente, velocemente, inizialmente dentro ad un bosco quasi collinare. Quando ci si esce, ci si ritrova alti, altissimi, sopra le nuvole. Non si scorge la cima, ma si vede benissimo la salita. E la voglia di salire diventa energia sulle gambe e ossigeno nei polmoni. Metro dopo metro il panorama cambia prospettiva e in un attimo ti trovi a camminare lungo le creste aguzze di questa montagna. Incredibilmente a metà tra la città e le Dolomiti.

L’aria, lassù, è pure, diversa, meravigliosa.

L’aria. lassù, è solo tua.

Percorso

Oltrepassare il rifugio Col di Roanza e continuare a salire fino ad un tornante con un cartello che dice :Attenzione ladri rubano nelle auto. Non è niente vero, parcheggiare sul tornante o poco più su. Poco dopo inizia il sentiero per la Vetta del monte della Serva, con tanto di cartello. Il sentiero è il 517. Si sale dentro ad un bosco molto fitto, fino ad arrivare ad una radura da cui si gode di un ottimo panorama, che non ti lascerà più, nuvole permettendo.

Quindi sempre in salita si passa per la Casera Pian del Fioc, e si arriva in cima.

Si torna da dove si è venuti. Oppure al primo pianoro si continua dritti allungando un pochino, ma cambiando percorso. Al primo bivio si gira a sinistra e si torna alla macchina.


VELI RAT

INFO

–  15 km

– dislivello 130 mt+

–  livello : facile

–  tempi corsa: 1.30/2 h

–  tempi di camminata: 3/3.30 h


KIT

– 2 scorte d’acqua

– cappellino per il sole


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INFO

AMARCORD SAKARUN

In questo delizioso ristorante sulla spiaggia si mangia un semplicissimo ma molto gustoso pesce alla griglia. Al lume di candela e con i piedi dentro la sabbia.

INFO

Un faro. L’ ho visto passando in barca. E l’ho puntato. Così ho corso sulla punta di quest’isola lunga 40km, Dugi Otok, che in croato vuol dire appunto l’isola Lunga. Sono partita dall’azzurrissima baia Sakarun, una delle poche che ti danno il lusso della sabbia. Saltando da dal lato ovest dell’isola a est, poi a ovest e poi ancora a est. Al cospetto del faro.

 

Percorso

Non ci sono molte strade, quindi non è difficile raggiungere il faro velocemente da Sakarun. Correre verso ovest e seguire la costa, fino a che non si addentra nella boscaglia fino ad arrivare ad una strada asfaltata. Girare a sinistra e in seguito a destra, prendendo una stradina in discesa con l’indicazione di Apartman Petricic. Girare poi a sinistra verso il paese Veli Rat. Attraversarlo interamente fino all marina. Quindi prendere una stradina sassosa sulla sinistra e salire nuovamente fino alla strada asfaltata. Da qui si continua dritti fino a raggiungere il faro. Lo si raggira, quindi si procede a destra e si raggiunge nuovamente il mare sul lato est dell’isola.

Quindi si torna indietro per la strada asfaltata fino al centro del paese. Quindi lungo la costa ovest dell’isola. Quindi a Sakarun.


NEVEGAL

INFO

–  12 km

–  dislivello: 500 mt +

–  livello: facile

–  tempi di corsa: 1/1.30h

– tempi di camminata: 2/3h

– segnavia: sentiero 13, verso rifugio Bristot e Visentin


KIT

–  1 scorta d’acqua

–  giacca a vento


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RISTORANTE LA CASERA

INFO

Me ne parla un amico. Di queste creste, di questo sentiero tra le montagne e la pianura. Tra la neve e l’acqua. Vado appena ne ho la possibilità.

Per caso, era un giorno molto speciale. E non volevo che essere lassù, sola con i miei pensieri. Il vento pungente tra i capelli e dentro le ossa. La prima neve dell’anno sulle vette delle montagne. Una luce magica, densa, blu , solenne.

Come solenne, se vogliamo, è per me il 3 Settembre.

Il Nevegal è vicino. E le gironate di autunno perfette per correre. Cosa aspettate???

Percorso

Parcheggiare alla Casera, un rifugio che si raggiunge salendo ancora dopo il centro di Nevegal paese. Da lì parte il sentiero 13 delle creste. Subito in salita continuare per la strada di ghiaia a tratti cementati, oppure prendere subito la variante panoramica sulla sinistra, che consiste in un sentierino stretto di sassi. Eventualmente si può prendere tornando in discesa. In ogni caso si arriva al rifugio Bristot.

Dal rifugio girare a sinistra in salita per raggiungere Col Toront e poi, di cresta in cresta, fino alla strada che porta al rifugio Visentin 1763m. Da qui tornare per la stradina di sassi che si prende sulla destra del rifugio, e tramite la strada di ghiaia battuta che rientra al rifugio Bristot attraverso fiori rosa e piante di lamponi. Quindi procedere fino al punto di partenza. Attenzione, poco prima di arrivare, sulla destra, c’è una deviazione che porta ad un punto panoramico straordinario sul lago di Santa Croce e sul Cansiglio. E’ segnato anche sulla traccia GPS.


Passo Cereda | SAGRON

INFO

–  11km

–  dislivello: 634mt +

– livello: medio

– tempi corsa: 1.30/2h

–  tempi camminata: 3/4h

– sentiero 801, 729, 801B, 801A


KIT

–  1 scorta d’acqua


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VARIANTE LUNGA

E’ possibile una volta incrociato il sentiero 801 dell’Altavia n°2, girare a destra e salire fino al primo punto panoramico riportato sulla traccia, oppure fino al Passo del Comedon (2130) lungo un sentiero spettacolare che costeggia la parete imponente del Sasso Largo.

MAP

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Piz di Sagron, una montagna aguzza e massiccia, che si erige dai mughi come un castello, bellissimo e verticale.

Una coppia di aquile reali come inquiline.

Un bosco incantato come giardino.

La traccia corribile in parte, lungo strade forestali attraverso frazioni di paesini dimenticati dal turismo e dalla modernità. Magici. E poi il sentiero sassoso e ripido, al ridosso della parete della montagna. Spettacolare.

Occhi al cielo per potersi accorgere delle aquile, e occhi ai piedi per il terreno sassoso. E buona traccia a tutti.


PERCORSO

Dal passo cereda prendere il sentierino che porta alla chiesetta e proseguire per la strada forestale, sentiero 801. Deviare a destra per il sentiero 729 che attraverso il bosco, vi porterà a ridosso della parete, su un terreno sassoso. continuare fino all’incrocio con laltavia n°2. Da qui se si sale si arriva faticosamente con un’oretta di cammino al Passo del Comedon, tramite un sentiero spettacolare e difficile sotto le pareti del Sasso Largo e del Sasso della Undici. Prestate parecchia attenzione. Se, invece, si vuole continuare a correre, prendere a sinistra il sentiero che scende.

Continuare a destra per l’801B fino alla strada asfaltata.

Seguire a sinistra per il sentiero 801A fino a Matiuz, un bellissimo paesino di poche case/malghe. Continuare fino a ricongiungersi con l?801 e rientrare al Passo Cereda.


IST|sulle ali della farfalla

INFO

–  10km

–  dislivello: 325mt +

– livello: facile

– tempi di corsa: 1/1.30 h

–  tempi di camminata: 2/3h


KIT

– 1 scorta d’acqua

– cappellino per il sole battente


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KOD KAPETANA

INFO

L’isola delle tempeste e del vento. Due volte su due il suo porticciolo ha offerto un riparo a Mithril e a noi equipaggio.

L’isola farfalla. Dall’alto è questo che sembra, una bellissima farfalla. Al centro è cresciuto pianissimo e pochissimo un paesino di pescatori. Sulle Ali solo vegetazione e due sentieri di sassi che ho tracciato per voi. A est una chiesetta sulla cima del colle. A ovest l’oceano.

Percorso.

Partire dal molo di Ist. Prendere la strada che costeggia la baia, quindi svoltare a destra verso il centro del paese. Percorrerlo in “tutta” la sua lunghezza fino ad arrivare alla baia a nord.

Girare a sinistra in direzione dell’ala ovest della farfalla. Non sarà difficile trovare l’unica strada di ghiaia che la percorre e che porta in cima al colle, nei pressi delle due grandi antenne.

Quindi tornare indietro, attraversare nuovamente il paese tramite la strada alta e seguire le indicazioni per la chiesa, che domina l’ala est. E’ un sentiero ripido e sassoso, ma che in breve tempo vi porta sulla vetta.

Scendere per lo stesso sentiero fino al molo di partenza.