INFO

– 19km

– livello: medio

– dislivello: 900+

– tempi di corsa: 2-3h

– tempi di camminata: 6-8h

– E’ un sentiero del CAI Padova, quindi sempre segnato in bianco/rosso.


KIT

– 2 scorte d’acqua

– cappellino per il sole


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VARIANTE CORTA

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BAR BRUSCHETTERIA AL VENTOLONE

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Eccolo qui, il principe dei sentieri sui Colli Eugenie. Sua maestà Atestino.

Un percorso impegnativo per lunghezza e difficoltà. ti proverà con le sue caldissime salite. Ti emozionerà lungo le discese veloci e al cospetto di scorci paesaggisticamente stupefacenti.

Percorso

Si parcheggia al parcheggio “borgo parte alta” di Arquà Petrarca, alle spalle dello storico Bar Ventolone.

E’ un bar storico di Arquà, perfetto per rifocillarsi dopo la corsa, specializzato in bruschette (fatte al momento, non usano prodotti surgelati), vini dei colli e birre artigianali.

Si parte dal parcheggio e si sale per Via Fontanelle fino al bivio con Via Monte Piccolo, dove c’è un capitello e la targa del sentiero Atestino; qui si gira a destra per Via Monte Piccolo dove iniziano i segnali bianco/rosso che contraddistinguono i sentieri CAI.

Questi segnali saranno fondamentali per non perdere il sentiero: li troveremo sugli alberi, sui muri, sui pali della luce, sui vigneti… Bisogna fare attenzione!

Il sentiero prosegue sulla strada asfaltata fino a quando, all’altezza di un oliveto, si gira a destra per la strada che diventa sterrata (segnale piano/rosso sul muro di pietra).

Si prosegue ed il sentiero si fa stretto e diventa tecnico (attenzione, ad un certo punto ci sono dei gradini di legno che salgono con delle frecce dipinte che invitano a salire: non salire e proseguire sul sentiero!).

Dopo un tratto con saliscendi, inizia un discesa piuttosto ripida fino a quando si incrocia un largo sentiero: qui si tiene la sinistra e si inizia a salire (di brutto!!!). Verso la cima si gira a destra in un sentiero più stretto, contrassegnato comunque dal classico segnale bianco/rosso.

Qui si inizia a fare sul serio, single track stretto ma veloce, molto veloce… Ad un certo punto si trova una freccia in legno che indica di girare a destra (sentiero “3”, Atestino), quindi si abbandona il sentiero e si fa uno stretto tornante, l’inizio di una discesa molto ripida e tecnica. Alla fine della discesa il sentiero si fa molto stretto fino a quando ci si immette in un ultimo tratto più largo che va seguito fino a quando si incrocia la strada asfaltata.

Ci troviamo “nelle periferia” di Valsanzibio. Giriamo a destra e seguiamo la strada asfaltata fino a quando troviamo sulla sinistra una deviazione che sale per un sentiero sterrato (soliti segnali bianchi/rossi). Seguiamo il sentiero fino alla fine e giriamo a sinistra su un breve tratto asfaltato fino a quando la strada si fa sterrata e, all’altezza del primo bivio, teniamo la destra e iniziamo a salire… Salita ripida, tecnica ed impegnativa, sembra di essere in un piccolo canyon. Salendo si incontra un luogo di culto, una croce votiva, e si continua a salire fino a quando il sentiero si fa dolce e quindi inizia a scendere fino a quando si incrocia un tratto asfaltato. Qui il sentiero si unisce all’Altavia 1 dei Colli Euganei, sentiero contrassegnato con un triangolo bianco/rosse con il n. “1” al suo interno. Quando il sentiero si immette nel tratto asfaltato giriamo a sinistra ed iniziamo a scendere, al bivio seguiamo la freccia in legno (sentiero “3”, Atestino) e giriamo a destra proseguendo fino a quando inizia un tratto di strada bianca in salita.

Il paesaggio circostante diventa mozzafiato, la vista ampia, attorno a noi vigneti, ulivi e cipressi…uno spettacolo!

Seguiamo i segnali bianco/rosso (ed il triangolo dell’Altavia) e godiamoci uno dei tratti più belli fino a quando l’Altavia prosegue dritta e noi dobbiamo seguire il tratto di strada che sale a destra in mezzo ad un vigneto: qui è necessario prestare particolare attenzione perché il bivio non è segnalato ed il segale bianco/rosso è dipinto sul palo di un filare di viti un po’ più in alto.

Seguiamo il sentiero che fa una specie di chicane e sale ripido sul monte davanti a noi. Al primo bivio teniamo la destra e successivamente, al secondo bivio, non continuiamo la salita ma scendiamo tenendo sempre la destra. Iniziamo la discesa e seguiamo il sentiero fino a quando non incrociamo una strada asfaltata. Qui giriamo a sinistra e saliamo fino all’ingresso della splendida Villa Beatrice d’Este, dove seguiamo la strada e, tenendo la destra, iniziamo una discesa abbastanza lunga; verso la fine della discesa al primo bivio giriamo a sinistra e, al bivio successivo, teniamo la destra proseguendo fino ad un gruppo di case.

Qui potremo dissetarci alla fontana che troviamo sulla nostra sinistra prima di iniziare l’ultima, faticosa, salita che ci porterà sullo splendido Pianoro del Mottolone. In cima alla salita continuiamo a seguire il sentiero, che qui è circondato da ginestre (in fiore a maggio/giugno), fino al parcheggio sterrato del Pianoro.

Adesso giriamo a destra sulla strada asfaltata ed iniziamo l’ultima discesa, passiamo davanti all’ingresso della famosa azienda vinicola Vignalta e seguiamo la strada ed i segnali bianco/rosso fino a quando, sulla sinistra, troviamo un cancello in legno (occhio al solito segale bianco/rosso!). Prendiamo il sentiero e continuiamo a scendere, inizialmente attraverso un incredibile distesa di piante di rosmarino e successivamente attraverso un fitto bosco dove, una serie di stretti tornanti in discesa, ci porterà fino alle prime case del borgo medioevale.

Come per magia ci troveremo in una strada in leggera salita, costeggeremo la casa del Poeta che ha dato il nome al borgo e quindi arriveremo nella piazza della parte alta di Arquà Petrarca. Ecco, ultimi metri in salita, e la meritata birra al Bar Ventolone!

VARIANTE CORTA

Esistono tante varianti più brevi a questo percorso. Si può tagliare a metà, grazie alla strada (via scalette) che passando esattamente al centro del percorso da svariate possibilità di uscita ed entrata dal sentiero.

Io propongo una variante lunga 15 km che taglia la parte di Valsanzibio e la salita al monte Rusta.