Il vulcano.
Un buco profondo fino quasi al centro della terra.
Lo sfogo di un’energia pulsante e viva sotto ogni centimetro del nostro pianeta.
E’ il più affascinante degli sbuffi. Delle esplosioni.
E’ il battito del cuore.

L’ambiente meno ospitale che io abbia mai calpestato, di sicuro le pelli dei miei sci.
Un vento secco, profumato, nerissimo, continuo. In aumento verso la vetta.
In cima praticamente una furia.
Ma con il sole. Tenue sotto la neve trasportata dal vento. Silenzioso sotto il frastuono del vulcano.
Nuvole grigie e nere. Sbuffi polverosi. Il suolo che ribolle sotto gli sci.
E vallate sale e pepe, nere come la pece sotto, spolverate dal bianco lucente della neve sotto il sole abbagliante dei 3000 metri.
Crateri ovunque.
Depositi infiniti di neve e di lava.
Direi che l’Etna d’inverno è la montagna dei contrasti.
La luce e il fumo.
Il bianco e il nero.
L’asprezza dell’ambiente e gli scorci di un’incredibile Catania e del suo mare. Così vicina. Così devota a questo vulcano con cui convive da una vita intera.
E cresce….. Si perché il vulcano si alza continuamente….di qualche metro….depositando materiale…. depositando la sua anima.
Incredibile conquista.
Ed io sempre più ricca.
Di queste esperienze stupende che le mie persone e le mie passioni mi fanno vivere.
Grazie