E’ un sabato mattina. Carichiamo le bici in furgone e partiamo verso il Delta del Po’. Abbiamo prenotato a pranzo in una delle mie trattorie preferite, l’Arcadia a Santa Giulia. Qui non esiste un menù fisso, si mangia quello che si raccoglie dal mare, dal fiume e dalle valli intorno. Pesce o selvaggina. L’idea è quella di arrivarci in bicicletta. Ho già visto il Delta in barca, ma mio papà mi parla sempre di questo giro meraviglioso che ha fatto con i suoi amici qualche anno fa. La sacca di Scardovari.

Da qualche anno giro parecchio per il polesine e ho imparato ad apprezzare questa terra semplice e grezza, così vera da sembrare finta.

Salgo in bicicletta all’altezza di Barricata.

La strada stretta e semideserta costeggia il mare. Un mare incredibile. Il sole cade dritto sull’acqua e grazie anche al fondale molto chiaro, le regala un colore atipico per queste zone di laguna… Sembra di essere in Sardegna. E’ verde. Stento a crederci. Alla mia destra invece campi…campi e campi a perdita d’occhio. Verdi e gialli. I colori sono stupendi.

La baia è abitata da moltissimi pescatori e dalle loro cavane, delle tipiche palafitte dove ricoverano le barche, i loro attrezzi… e dove credo si divertano parecchio. Che tramonti ci devono essere da queste parti. Un mare abitato, più vivo che mai. Un mare che parla di lavoro e di passioni. Un mare e un lungomare popolato da milioni di specie animali. Pesci, uccelli (vedo addirittura una cicogna!), piccoli mammiferi. Pedalo, il vento contro e il riflesso dell’acqua negli occhi. E’ bellissimo.

Arriviamo fino a Santa Giulia, mangio degli gnocchi stupendi gamberi e zucchine e un piattone di canastrelli locali. Tornando allunghiamo passando per sotto. Il mare questa volta ha un colore diverso. La luce lo tocca in modo differente conferendogli un azzurro brillante. E’ altrettanto suggestivo. Mi riprometto di tornarci e di fermarmi a guardare il tramonto.

Sono felice. La natura ha sempre il potere di ricaricarmi, di farmi essere grata.

MAPPARtENZA

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