Così a nord sulla cartina geografica e sulla mia pelle non ero mai stata.
Così in cima ad una montagna, direttamente dal livello del mare
e così più in alto dei miei limiti e delle mie aspettative non ero mai salita.
Così intimamente subito parte di un gruppo non ero mai entrata.
Ma sulla polargirl è successo tutto questo, e anche di più.
Una nave,
una ventina di persone meravigliose
e una ventina di sci.
La ricetta magica che mi ha fatto trascorrere una settimana al limite del mondo e della felicità.
In un  momento così particolare della mia vita in cui ogni giorno è una scoperta nuova del mio essere e di dove posso arrivare, ognuna di queste venti persone e ognuna di queste sei cime ha contato moltissimo.
 La polargirl sempre giù ad aspettarci con la sua sauna, la sua tinozza fumante e le merende infinite di salami, salmoni, birrette e bottiglie di vino.
Tre guide pazzesche che nonostante le mie difficoltà mi hanno accompagnata in vetta come se fossi loro figlia. Una passione infinita. L’avventura ancora nei loro occhi. La dedizione e il rispetto per la montagna.
Cinque donne incredibili, bellissime, padrone del mondo e della loro vita. Degli esempi. Tutte. Da seguire.
Uomini veri, diversissimi ma capaci di rispettarsi e di aspettarsi, in una competizione che ha avuto senso solo perché vissuta con se stessi e condivisa con gli altri.
E in particolare uno, che mi ha dato la certezza che si può essere grandi ugualmente, e che la strada che ho imboccato, quella del cuore e del sentimento rispetto a quella della testa matematica, è senz’altro la strada giusta.
Il sorriso di ognuno di voi mi ha permesso di continuare la salita. E sarà di stimolo ancora domani, per tutte le  salite che mi aspettano.
Grazie alle montagne del nord della Norvegia, indescrivibili, pure, azzurre e bianche, riescono ad unire silenziosamente e di nascosto il mare e il cielo. Forse per questo così magiche. Ponti. Che ti portano dal mare alla vetta, e poi, meravigliosamente, dalla vetta al mare. Con le curve, migliori di sempre. Con negli occhi un panorama che spero non mi abbandoni mai.
Per ultimo e per primo grazie all’uomo che tutti i giorni si addormenta al mio fianco.
E. Forse per questo, ha saputo regalarmi il viaggio più bello della mia vita.