VAN

Il Van è un fuoripista facilmente accessibile, grazie ad una breve ma bellissima pellata lungo le pareti del Lagorai.

Lassù sembra quasi di essere in chissà quale montagna siberiana. Invece è la roccia nera del Lagorai. Lo sfondo delle incantevoli Pale di San Martino e una neve che spesso rimane polverosa.

INFO

AVVICINAMENTO: Seggiovia Punta Ces

ESPOSIZIONE DISCESA: Sud, sud-est

DIFFICOLTà: facile

DISLIVELLO SALITA: 250mt

DISLIVELLO DISCESA: 1300mt

PENDENZA: 35°

AMBIENTE:pendio aperto.

NELLO ZAINO: arva, pala, sonda, airbag, pelli di foca.

INFO NEVE

ITINERARIO

Dall’arrivo della seggiovia di Punta Ces, scendere verso destra per qualche centinaio di metri. Mettere le pelli e cominciare a salire sulla sinistra verso la Forcella Ceremana. Al cartello estivo, che spesso rimane fuori dalla neve, continuare dritti e tagliare il pendio subito sottostante le pareti del Lagorai. Questo passaggio è abbastanza critico. Assicurarsi che la neve sia stabile e effettuare il traverso distanti l’uno dall’altro e con la massima cautela. Risalire quindi il dolce pendio della vallata verso sud-ovest fino a scavalcare. Da qui risalire la cresta sulla sinistra fino a raggiungere l’inizio del canale, chiaro sulla sinistra. Da qui si può scendere abbastanza liberamente fino a immettersi alla fine della pista da sci che porterà alla seggiovia Valcigolera. Prendendo l’impianto verso Ces, si torna al punto di partenza.

PLAY VIDEO

MALGA VALCIGOLERA

La malga Valcigolera è collocata in un’incantevole valle laterale della conca prativa di San Martino di Castrozza, nelle dolomiti orientali. La valle è  in parte boscosa e in parte prativa, sovrastata dall’imponenza delle vette porfiree del Lagorai Orientale. Al centro della valle è presente la malga, piccolo insediamento composto da una stalla ed un edificio; Quest’ultima utilizzata stagionalmente per fini turistici; d’inverno grazie alle piste che la raggiungono, d’estate per i numerosi itinerari percorribili a piedi e/o in bicicletta. La malga Valcigolera è basata su di un nucleo storico, e successivamente ampliata nel 2011, quello che si trova giungendo all’alpeggio è una malga nuova e moderna, ma che sa mantenere le peculiarità di un tipico edificio di montagna.

valcigolera.com


COL ALTON

Un canale interno del grande ferro di cavallo che è il massiccio del Sella.

Davanti a te la forcella Pordoi e la Val Lasties, con cui alla fine il canale si congiunge. Brevemente raggiungibile con le pelli, questo canale ripido e stretto e rivolto a sud, mi ha sorpresa per la sua bellezza e per la sua sciabilità. Se avete poco tempo e tanta voglia di sciare in freeride è davvero quello che fa per voi.

INFO

AVVICINAMENTO: Funivia Sass Pordoi

ESPOSIZIONE DISCESA: Sud-Ovest

DIFFICOLTà: medio

DISLIVELLO SALITA: 120mt

DISLIVELLO DISCESA: 1100mt

PENDENZA: 40-45°

AMBIENTE: canale.

NELLO ZAINO: arva, pala, sonda, airbag, pelli di foca.

INFO NEVE

ITINERARIO

Dall’arrivo della funivia del Sass Pordoi, tenere la destra e arrivare fino al rifugio e quindi alla Forcella Pordoi. Da qui continuare sotto le creste sempre tenendo la destra fino a raggiungere un pianoro dove ci si metterà le pelli. Salire con diagonali e lasciarsi sulla destra il Piz Boè. Imboccare il lungo traverso, quasi sempre tracciato, che si percorre sotto le rocce della parete ovest fino al rifugio Boè. Con condizioni di neve poco sicura, evitare il traverso e scendere nella valletta per poi risalire. Scendere sul pianoro a sinistra, fino a raggiungere l’imbocco del canale.

Il canale si immette nella Val Lasties. Scendere seguendo la valle tenendosi sulla sinistra, vicino alla parete. Procedere fino a raggiungere il letto del torrente che si tiene a destra. Superare i mughi ed entrare nel bosco, sempre tenendosi a sinistra, che vi porterà ad incrociare la strada asfaltata che porta al passo Pordoi, Attraversandola ci si immette facilmente nella pista del Lupo Bianco da cui tramite gli impianti sarà facile raggiungere il Passo, da dove si è partiti.


PRADIDALI

La Val Pradidali è una valle unica, una conca incantata, circondata dalle pareti verticali delle Pale di San Martino.

Sembra di essere al centro di una corona. Ci si sente piccoli, ma grandissimi per avere il privilegio di essere lì. E dal Rifugio o poco più su, c’e questo canale, stretto, selvaggio, che vi porterà attraverso un viaggio e una sciata meravigliosa, fino in val Canali. Più di mille metri più sotto. Un itinerario che necessita l’assistenza di una guida alpina e la massima attenzione. E che vi farà sognare.

INFO

AVVICINAMENTO: Cabinovia Colverde e Funivia del Rosetta

N.B. L’arrivo dell’Itinerario è al Cant del Gal in Val Canali. E’ necessario quindi organizzarsi con un taxi o con una macchina per il ritorno.

ESPOSIZIONE DISCESA: Sud, sud-est

DIFFICOLTà: medio

DISLIVELLO SALITA: 250mt

DISLIVELLO DISCESA: 1300mt

PENDENZA: 45°

AMBIENTE: altopiano, vallata, canale.

NELLO ZAINO: arva, pala, sonda, airbag, pelli di foca.

UTILI:  John 55 Travel di Ciotoli Giovanni
cell. 347.2945261
E-mail: i[email protected]www.john55travel.it

INFO NEVE

ITINERARIO

La prima parte di questa gita è uguale alla ski track della Val di Roda. Fino al Passo di Ball.

Dall’uscita della funivia della Rosetta puntare verso l’omonimo Rifugio, quindi mettere le pelli e risalire in direzione sud est inoltrandosi nell ’Altopiano delle Pale di San Martino vero e proprio . Da qui con un lungo giro a mezzacosta sotto i Pendii della Cima di Roda e di cima Scarpe si arriva in prossimità del passo Pradidali Alto.Scendere il ripido pendio che porta alla forcella sottostante e da lì attraversare a destra sotto le verticali pareti della Pala di San Martino, di Cima Immink e di Cima Pradidali arrivando alla zona del Lago Pradidali senza però scendere troppo nella valle per non perdere troppa quota.

Risalire ora in direzione del Rifugio Pradidali (M.2278) e poi, girando verso destra, verso il Passo di Ball. Poco prima dell’ultimo strappo più verticale per raggiungere il passo, girare decisi a sinistra e raggiungere l’ingresso del canale, vicino alla parete rocciosa. Attenzione, spesso si possono formare accumuli o cornici pericolose. In questo caso scendere di qualche decina di metri ed entrare nel canale più bassi. Il primo pezzettino è abbastanza ripido e stretto. Man mano che si scende si apre e la pendenza diminuisce. Verso la fine fare attenzione ai grandi massi. Aggirarli e procedere fino a fondo valle, lungo le rive del torrente. Si raggiunge quindi la partenza della teleferica del rifugio, sulla destra, da cui parte una forestale che vi porterà al Cant del Gal, dove vi consiglio anche di mangiare. Da qui è necessario essersi organizzati con un taxi o con una macchina portata il giorno precedente, per rientrare a San Martino di Castrozza.

 

PLAY VIDEO

Ristorante Cant del Gal 

In questo ristorante troverete la cucina tipica di una volta, che esalta al meglio i prodotti locali. Non marca l’ impiego di prodotti dei presidi slow food del trentino e l’ attenzione anche per le intolleranze. Fermarsi dopo un’esperienza magica come il fuoripista di Pradidali, sarà un valore aggiunto ad una giornata incredibile.

+39 0439 62997

http://cantdelgal.it


VAL DI RODA

L’altopiano del Rosetta, se non l’avete mai visto, impossibile da raccontare.

Una valle incantata, la Val Pradidali, incoronata dalle cime imponenti e aguzze delle Pale. Un canale che attraversa l’altopiano e che ospita neve quasi sempre in ottime condizioni.

La Val di Roda.

Un fuoripista che fa bene agli occhi, al cuore e che con tutte le sue diverse sfaccettature e ambienti, ti stamperà il sorriso sulla faccia per un paio di settimane!

INFO

AVVICINAMENTO: Cabinovia Colverde e Funivia del Rosetta

ESPOSIZIONE DISCESA: Sud (Pradidali), Nord (canale val di Roda)

DIFFICOLTà: difficile

DISLIVELLO SALITA: 450mt

DISLIVELLO DISCESA: 1150mt

PENDENZA: 45°

AMBIENTE: altopiano, vallata, canale.

NELLO ZAINO: arva, pala, sonda, airbag, pelli di foca.

INFO NEVE

ITINERARIO

Dall’uscita della funivia della Rosetta puntare verso l’omonimo Rifugio, quindi indossate le pelli e risalire in direzione sud est inoltrandosi nell ’Altopiano delle Pale di San Martino vero e proprio . Da qui con un lungo giro a mezzacosta sotto i Pendii della Cima di Roda e di cima Scarpe si arriva in prossimità del passo Pradidali Alto.Scendere il ripido pendio che porta alla forcella sottostante e da lì attraversare a destra sotto le verticali pareti della Pala di San Martino, di Cima Immink e di Cima Pradidali arrivando alla zona del Lago Pradidali senza però scendere troppo nella valle per non perdere troppa quota.

Risalire ora in direzione del Rifugio Pradidali (M.2278) e poi, girando verso destra, arrivare  al Passo di Ball.

Dall’ altra parte della forcella si apre un piccolo angolo di paradiso, nevi spesso di ottima qualità in un vallone super incassato ed esposto a Nord che conduce con pendenza mai eccessiva ad aggirare la Torre Felicita, il primo e il più basso dei verticali campanili della Val di Roda che sovrastano sul lato sinistro; a destra invece la Cima Immink e l’imponente lato Ovest della Pala di San Martino. Aggirata la Torre, a volte è necessario ricorrere alla corda per superare un breve salto di roccia, che però, in normali condizioni di innevamento scompare, soprattutto in seguito ad una valanga che riempie il canale. Il canale che ne segue invece è spesso piuttosto stretto ed è richiesta avere una buona tecnica per poterlo sciare divertendosi. Uscire a sinistra appena i pendii lo consentono, per accedere al canale parallelo, dal momento che quello principale è sbarrato da un salto di roccia. Superare una breve fascia ripida e a volte scarsamente innevata e sciare poi i divertenti pendii sottostanti nel bosco fino ad arrivare al letto del torrente che dà nome alla Valle.

Attraversarlo e superare i tipici massi erratici che danno alla strada forestale. Da qui si arriva ai Prati Col, da dove si torna a piedi o con un mezzo precedentemente parcheggiato, alla cabinovia Colverde.

PLAY VIDEO

PIZZAC

Metto gli sci in spalle e comincio a salire per un “monticello”. Ovviamente al primo, segue un secondo “monticello”, sempre con gli sci in spalla. Una sfacchinata. Ma decisamente ricompensata. Una discesa non banale, poco conosciuta e che quindi rimane molto spesso in ottime condizioni,anche perché rivolta. La neve si mantiene bene. Il pendio è perfetto, molto ripido ma aperto. Un fuoripista a portata di mano davvero divertente.

INFO

AVVICINAMENTO: Arabba, seggiovia Sass de la Vegla

ESPOSIZIONE DISCESA: Nord

DIFFICOLTà: media

DISLIVELLO SALITA: 50mt

DISLIVELLO DISCESA: 600mt

PENDENZA: 50°

AMBIENTE: pendio aperto e bosco

NELLO ZAINO: arva, pala, sonda, airbag, pelli di foca.

N.B. ATTENZIONE. MOLTO PENDENTE, ANCHE NEL BOSCO. QUESTO ITINERARIO RICHIEDE CONDIZIONI DI NEVE ASSOLUTAMENTE SICURE.

INFO NEVE

ITINERARIO

Scendere dall’arrivo della seggiovia lungo la pista fino al laghetto artificiale sulla sinistra. Uscire dalla pista, superare il laghetto e salire su per il monticello subito dopo. Utilizzare le pelli quando necessario. Spesso la salita a piedi è resa impossibile dalla neve. Si passano dei massi e si risale lungo la dorsale a monte del rifugio. Tenendosi leggermente a sinistra della dorsale si raggiunge il punto più alto che rimane più indietro rispetto alla croce.

Si scende a destra (est) lungo un pendio molto ripido che si apre via via che si procede. Da qui il percorso vira leggermente a sinistra, anche se verrebbe voglia di continuare dritti. Rimanere quindi vicino al dorso della montagna e scendere ancora lungo un altro pendio aperto. Si arriva quindi nel bosco fitto e si incontra la stradina che si prende a sinistra, fino al parcheggio della funivia di Porta Vescovo.

ATTENZIONE: ORIENTAMENTO NON FACILE IN ASSENZA DI TRACCE.