IO VIAGGIO NELLO ZAINO

A zonzo insieme. In due.

Quattro occhi, due cuori.

Ci sono i bimbi che viaggiano dentro le carrozzine, e ci sono quelli che lo fanno nello zaino.

Giacomo Zaino.

Lo zaino per scartare il mondo come se fosse un cioccolatino e provare lo stupore più assoluto nel trovare sotto la carta sbrilluccicante il cioccolato fondente delle montagne, delle nuvole, degli alberi e delle cavallette.

Per salutare il sole quando sale e poi dirgli ciaociao quando scompare dietro l’orizzonte fatto molto più spesso dalle sagome nere di vette innevate che dai palazzi di una città.

 Lo zaino per sentire i grilli cantare e le onde suonare per te il mare.

 

Lo zaino per accarezzare la criniera del tuo cavallo che dopo hiiiiiiiiiiii fa yu-huuuuuu come nel tuo libro.

Per credere che una barca possa decollare e un aereo possa cavalcare le onde dell’oceano.

Per immaginare lo spazio e le stelle senza pensare che abbiano per forza 5 punte.

Per imparare a suonare il vento.

 Lo zaino perché tu possa essere sempre così come adesso che hai 15 mesi. Con l’entusiasmo negli occhi e sulla bocca e con quella tua curiosità cronica. Di cui in famiglia siamo tutti malati.

A breve un progetto anche per te. Per tutti i bimbi nello zaino che ci vorranno leggere, seguire e inseguire. E per le mamme e i papà che lo zaino ce l’hanno in spalla.

Cominciamo a tracciare piccoletto. Io camminando e tu indicandomi la direzione dei tuoi magici percorsi.

Si va.

 


PROGETTO GIACOMO

L'8 febbraio sono diventata mamma. L'8 febbraio la mia vita è cambiata.

Cerco di guardare indietro per vedere il percorso fatto, gli ostacoli superati nel gestire una gravidanza con un diabete di tipo uno, senza, per altro, lo sfogo grande immenso della corsa in mezzo alla natura. Tento di apprezzare la crescita, la dedizione e la concentrazione avuta in questi nove mesi durante i quali ho avuto in grembo il mio bambino e in tutto il periodo precedente durante cui ho mantenuto una rigorosa disciplina per ottimizzare i miei valori glicemici e poter intraprendere la follia di una gravidanza.

Ma niente. Non ci riesco.

La mia faccia automaticamente si gira e torna a guardare avanti. Verso Giacomo. Mio figlio. Verso la mia famiglia che cresce e che diventa ogni giorno esattamente quella che ho sempre desiderato. Verso il futuro. Non mi ricordo come sono diventata quella che sono né il sentiero percorso (fortunatamente ho lasciato molte tracce che vedrò di ripercorrere al più presto!).

Questo progetto sembra proprio essere l'ultimo, il gran finale.

Invece... è solo l'inizio!

Di una nuova vita. Di una nuova storia. Di una nuova direzione.

Itrail ricomincia a correre sola e con un nuovo passeggero. Giacomo.

Non vedo l'ora che abbia l'età per accompagnarmi sulle mie tracce.

Grazie vita, grazie pazienza, grazie entusiasmo. Grazie natura.

Grazie Giacomo.


I SUONI DELLE DOLOMITI

Domenica in occasione di uno degli eventi dei “Suoni delle Dolomiti”, sono salita sull’altopiano del Rosetta, luogo a me davvero familiare, per ascoltare un duo insolito, composto da un musicista e da un narratore speciale.

Un violoncellista e un alpinista tra note e racconti lungo i sentieri.

Un trekking per due voci. Quella del violoncello di Mario Brunello, grande musicista internazionale che da anni vive il rapporto della musica col mondo nelle sue molteplici espressioni: dal dialogo con gli altri linguaggi creativi alla ricerca di un suono puro, del silenzio e del rapporto con gli spazi della natura incontaminata.

Nel trekking si accompagna a un’altra voce, quella di Maurizio Zanolla, noto come Manolo. Autentico fuoriclasse dell’alpinismo internazionale e uno dei pionieri dell’arrampicata libera in Italia non è però solo un grande esponente di questa disciplina ma vive e racconta la montagna come esperienza totalizzante tracciando significativi legami tra interiorità, conquiste umane e avventure sulle pareti.

La location è l’altopiano del Rosetta. “Un immenso deserto di pietra, troppo sole per il ghiaccio, troppo gelo per i fiori… niente da brucare, neppure per un camoscio”. Una distesa di rocce lavorate dal ghiaccio, immutata nella sua primordiale bellezza.

Tante le persone presenti. Gli amici più stretti intorno a me e ad un pic nic favoloso, con un panorama mozzafiato e una colonna sonora d’eccezione.

Queste sono le domeniche che amo!


WINGS FOR RUN 2018 - ALBARELLA

L’abbiamo corsa e l’abbiamo amata questa meravigliosa iniziativa che ha coinvolto il mondo intero.

L’organizzazione di Tomaso Collini e Alessandro Trevisan è stata impeccabile e la giornata memorabile per tutti. Lascio la parola a Dario Marchini che è stato nel retro a dirigere l’organizzazione della Wings for life Italia, che si è svolta ad Albarella lo scorso 6 maggio. Pesco dal suo blog CORRO ERGO SUM.

“E’ stata una nuova esperienza. Non migliore. Non peggiore. Diversa. Dopo averla corsa il primo anno ed esserne stato il Direttore Sportivoper altri due, questa è stata la volta della App Run. E l’occasione di conoscere persone speciali che condividono un solo semplice sogno comune: correre per chi non può.

Non nego che correre la Wings for Life World Run rincorsi da una Catcher Car virtuale non sia la stessa cosa di esserne inseguiti realmente. Ma forse, proprio questa formula, vissuta in un piccolo lembo di terra in mezzo al mare, lontani dal clamore della grande metropoli, lontani dai grandi top runners mondiali, lontani dai mega schermi globali, ci ha regalato una dimensione più umana e intima di quello che è davvero la Wings for Life World Run: un evento per la raccolta di fondi destinati alla ricerca sulle lesioni del midollo spinale

Per due giorni, solo a questo abbiamo pensato insieme agli amici di Albarella, Tomaso e Alessandro, ideatori e promotori della prima tappa italiana della App Run sull’isola di Albarella. Nessuna preoccupazione sulle dinamiche di gara lungo i 3,4 Km del circuito. Nessuna dispersione di energie verso un contorno scenografico. Nessun inutile investimento per ciò che non fosse strettamente necessario. 

L’isola di Albarella ci ha regalato tutto quello di cui abbiamo avuto bisogno. Una location spettacolare e decisamente unica nel suo genere, con un passaggio lungo una sottile linea di terra completamente immersa tra due specchi d’acqua. Una giornata estiva, con cielo azzurro e sole caldo, e la tranquillità di poter correre lontani da caos e traffico cittadino, circondati dai gabbiani e il profumo della salsedine. Un gruppo di amici che ha saputo promuovere la gara mettendo in primo piano il fine e non il mezzo, raccogliendo consensi, collaborazione e partecipazione in pochissimo tempo. 

E’ stato strano per me non vivere la tensione e l’ansia pre-gara, la fatica delle settimane precedenti all’evento, l’emozione di sognare ancora una vittoria mondiale. Anche se in realtà abbiamo vinto comunque. In modo diverso. Per una volta ho spostato l’attenzione dalla perfezione dell’organizzazione al piacere di condividere un momento. Ho affiancato i ragazzi in testa alla nostra corsa pedalando con loro per più di trenta chilometri, scoprendo quello che fino ad ora non avevo ancora visto da vicino nella Wings for Life World Run: la semplice voglia di esserci, per stare insieme e fare del bene. 

La giornata è passata tra sorrisi, applausi, battute, incitamento e fatica. Perché comunque correre sotto il caldo del primo pomeriggio ad inizio maggio, quando il sole si specchia nell’acqua, non è così semplice. L’agonismo e rimasto da un’altra parte, sostituito dal quel sano spirito di squadra che sa farti fare sempre più chilometri di quanto ti saresti aspettato mai. Ad Albarella hanno vinto Alessandra Magosso e Alessio Ceretta, ma in realtà abbiamo vinto tutti. Perché senza di noi non ci sarebbero stati neanche quei 3 milioni di euro raccolti per la ricerca, non si sarebbero corsi 934.484 chilometri in tutto il mondo, non si sarebbero mai superati i centomila partecipanti globali (102.862 per l’esattezza). 

Albarella sarà anche solo una piccola isola in mezzo al mare Adriatico, ma per un pomeriggio è diventato il centro del mondo. Per me. Per noi. E per tutti quelli che hanno voluto dare una speranza a chi ha subìto una lesione al midollo spinale.

Per rivivere le emozioni delle sei ore e mezza di diretta della Wings for Life World Run, collegati al riquadro in homepage su Corroergosum.it.

Per la cronaca, la gara globale è stata vinta per il secondo anno consecutivo dallo svedese Aaron Anderson, che a Sunrise, in Florida, ha percorso 89,95 Km spingendosi con la sola forza delle braccia. Secondo Andreas Straßner, che a Monaco ha percorso 76,77 km e terzo il russo Aleksandr Cheburkin, che a Kakheti (Russia) è stato raggiunto dalla Catcher Car dopo 74,69 km. Incredibile invece il finale della corsa femminile. Vincitrice è stata la portoghese Vera Nunes che nella gara di Monaco, in Germania, ha percorso 53,78 km aggiudicandosi la corona di regina della Wings for Life World Run. Solo 50 metri l’hanno separata dalla seconda classificata, la croata Nikolina Sustic (53,73 km a Zug in Svizzera). Terza la Russa Oleysa Nurgalieva con 53,61 km. “

FONTE: CORRO ERGO SUM


CICLOVIA INTORNO AI COLLI EUGANEI

MAP

–  65km

– difficoltà: facile. Il percorso si svolge  tutto in piano.

– anello

– BICICLETTA. Non da corsa perché si prevedono argini in ghiaia.

[sgpx gpx=”/wp-content/uploads/gpx/AnelloDeiColliEugenei.gpx”]

DOWNLOAD GPS

PER MANGIARE

CICLOVIA ANELLO INTORNO AI COLLI EUGANEI.

Una domenica di primavera, il sole incerto, il cielo di cartapesta, 4 amici e 4 biciclette. I colli Eugenei al centro e noi tutt’intorno. L’anello intorno ai colli Euganei si rivela un bellissimo itinerario per la bici. Lungo una pista ciclabile in parte asfaltata e in parte lungo argini di ghiaia, la prospettiva dei colli è diversa da quella abituale. Solitamente ci corro sopra, dentro. Visti con distacco, dall’esterno rimangono bellissimi. Il percorso è lungo ma non impegnativo, percorribile in 4 ore circa. I ristoranti dove fermarsi a pranzo sono tantissimi. Non vi resta che sceglierne uno e pianificarvi una splendida giornata.

A seguire potrete scaricarvi la traccia GPS per pedalare senza troppo preoccuparvi della strada.